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Storia del circuito del Mugello

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"THE MUGELLO CIRCUIT, YESTERDAY AND NOWADAYS"

Originariamente il circuito del Mugello nacque sotto la forma di circuito stradale.
Inaugurato nel 1914 lungo il percorso stradale, la corsa era concepita come "gara di regolarità", interrotta all'irrompere del primo conflitto mondiale. L'impegnativa e selettiva competizione conobbe i suoi anni milgiori nell'immediato dopo guerra, quando i piloti piu capaci e tenaci si confrontavano assieme alle loro auto su un percorso, già modificato di 66 km. Difficile tracciato, che andava da Scarperia fino a Firenzuola per salire fino al Passo della Futa e riscendere per San Piero a Sieve e tornare a Scarperia. Ecco alcuni dei nomi legati alla storica competizione: Campari, Brilli Peri, Enzo Ferrari (che vinse nel 1921 su Alfa Romeo classe 4.500), Ascari, Borzacchini e infine probabilmente il più celebre, Emilio Materassi, idolo autoctono.

Il prestigio della "Mille Miglia" adombrò il Mugello, dal 1955 ridotto a 19 km. Il Circuito non era popolare; nel 1960 la sparizione della "Mille Miglia", la crescente simpatia per le competizioni stradali e alcuni manager altrettanto sensibili, come Pasquale Borracci e Amos Pampaloni, si proposero di riportare in auge la formula "tradizionale" del circuito stradale da 66 km. La novità rappresentò un discreto successo, sebbene lamentasse alcune illustri assenze, la rossa di Marannello, che formalmente prese parte solo all'edizione del 1967. Era destino che le storie di Ferrari e Mugello si reintrecciassero ma avremmo dovuto attendere un altro ventennio.

storia 1Le 7 occasioni susseguitesi nel corso degli anni 60 videro centinaia di migliaia di spettatori assieparsi nelle vallate mugellane. L'attrativa principale erano ovviamente le prestazioni offerte da fuoriserie e non, ma soprattutto su quest'ultime si accendevano gli entusiasmi maggiori, lo spettacolo delle utilitarie, o almeno modelli di uso quotidiano approntate da Abarth per spremere fino all'ultimo centimetro una traiettoria, un cambio di direzione, un imprevisto (con buona pace dei sopravissuti). Gli eroi: Enrico Pinto, Nanni Galli, Ignazio Giunti, Mauro Nesti e Arturo Merzario di vocazione stradaiola ma con davanti prospettive floride che lo vedranno protagonista di F1.

I favori del pubblico sono tutti per le guide più mozzafiato. Il "dragone" Sandro Munari, nella tappa appeninica dava il meglio di sè a bordo della sua Lancia Fulvia.

Nel 1968 si corre l'edizione più avvincente, il merito è dell'incredibile rimonta Alfa Romeo (Luciano Bianchi, Galli and Nino Vaccarella) su Porsche (Rico Steinemann, Jo Siffert).

Come nella favola del brutto anatroccolo che diventa cigno, il circuito stradale del Mugello (1920) diventa un circuito dedicato, d'avanguardia per il mix vincente di sicurezza, tecnologia e comodità, il tutto a misura sia di competizioni automobolistiche che motociclistiche.

storia 2Disegnato e realizzato secondo i dettami delle scienze delle corse stradali, il circuito internazionale del Mugello, garantisce il livello massimo di sicurezza per spettatori e corridori, grazie alle ampie vie di fuga negli angoli più stretti e la strada di servizio per le emergenze lungo tutto il tracciato. La posizione del tracciato sul terreno gli conferisce un dislivello complessivo di 42 metri, rendendolo un posto ideale per i test più rigidi.

Disegnato negli anni 70 e rivisitato e migliorato dalla Ferrari, "Il Mugello" è senza dubbio uno dei circuiti piu spettacolari, sicuri e attrezzato al mondo. Operativo tutto l'anno, ospita regolarmente il reparto corsa della Ferrari per testare le sue monoposto, le scuderie più importanti della motogp e della superbike e altri produttori nazionali e non di auto da corsa ultimano qui la loro fase di test.

Mugello in cifre: Ospite del campionato formula 5000 (che battezzò il circuito stesso il 23 giugno del 1974), la Formula 3.000, la Formula 2, Fia-Gt e l'unico circuito in Italia ad ospittare l'ITC.

Approfondimenti sul Circuito del Mugello.