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Oggi sede del Municipio di Pontassieve, il palazzo fu costruito a metà del '700, e occupa il lato alto di piazza del Castello di Pontassieve.


Un tempo centro della vita economica, religiosa, politica e sociale sotto la podestà della famiglia Anforti, il Palazzo passò ai Trombetta (famiglia di banchieri provenienti dall'isola di Corfù), nell'800; la famiglia si imparentò successivamente con quella livornese dei Sansoni (da qui il nome Sansoni-Trombetta).

All'interno del Palazzo si conservano tuttoggi gli stemmi dei vari podestà che vi hanno vissuto: uno stemma ottocentesco della famiglia Trombetta in unione con un'altra sconosciuta; uno stemma con cavaliere (Anforti); due piccole lapidi in ricordo dei podestà Falcucci (1627) e Busatti (1659).

La doppia altezza delle stanze, ha permesso l’esecuzione di un ciclo di otto affreschi che ornano la Sala Grande. Si tratta di un ciclo di opere (attribuite a Ferdinando Folchi ), illustranti gli atti eroici di sette donne famose, tra le quali sono state per ora riconosciute: Chinzica dei Sismondi, nell'atto di abbracciare il figlioletto (leggendaria eroina pisana vissuta nell’XI sec), e la figlinese Lucrezia Mazzanti, che si getta dal ponte dell’Incisa per sfuggire ai mercenari che assediavano la Repubblica fiorentina (1529-30).

Nell’affresco centrale campeggia lo stemma dei Trombetta tra l’Italia, che regge orgogliosa la bandiera della ritrovata unità, ed una Grecia che, ancora sottoposta all’Impero Ottomano, guarda ammirata l’Italia e regge pensosa una statuetta di Minerva guerriera.
Sullo sfondo una marina dell’Isola di Corfù, terra d’origine, e Firenze, terra d’elezione dei Trombetta. L’opera è datata intorno al 1865-70, quando Firenze era capitale del regno.

 

INDIRIZZO.

Piazza Vittorio Emanuele II)
tel: +39-055 83601