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Barbiana

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 Don Lorenzo Carlo Domenico Milani Camparetti (1923-1967) è stato un sacerdote, insegnante, scrittore ed educatore.


Figlio di un’agiata famiglia di intellettuali fiorentini, in gioventù  coltivò la passione per la pittura, studiando dapprima come privato, poi a Milano all’Accademia di Brera. Proprio per questa sua passione si ritrovò, nell’estate del 1942, durante una vacanza a Gigliola (Montespertoli) ad affrescare  una cappella, dove rinvenne un vecchio messale che lo appassionò a tal punto da far nascere in lui l’interesse per la liturgia.
In seguito a questo primo contatto con il cristianesimo ( la famiglia di Lorenzo non era mai stata religiosa, addirittura espressamente anticlericale; i figli dei Milani furono difatti battezzati esclusivamente per paura di ripercussioni in epoca fascista); nel giugno del 1943 si convertì.

Sin dal periodo del seminario Lorenzo Milani ebbe vari scontri con la mentalità della Chiesa e della Curia, non comprendendo le ragioni di talune regole, prudenze e manierismi, ai suoi occhi ben lontani dall’immediatezza e dalla sincerità pronunciata nel Vangelo.

Nel dicembre 1954, a causa di screzi con la Curia di Firenze, Don Milani fu inviato a Barbiana, un minuscolo e sperduto paesello di montagna nel comune di Vicchio.
Nella canonica di questo piccolo borgo circondato solo da natura e boschi, Don Milani diede principio al primo tentativo di scuola a tempo pieno, rivolgendosi principalmente alle classi popolari.

La scuola sollevò immediatamente molte critiche e ricevette vari attacchi, sia dal mondo della chiesa che da quello laico. La risposta a tali denunce si ebbe nel maggio 1967, con lo scritto “Lettera ad una professoressa”, opera dei ragazzi di Barbiana (insieme a Don Milani); in questo libro, insieme all’illustrazione dei principi della scuola di Barbiana, si faceva esplicita la denuncia del sistema scolastico e del metodo didattico, che favoriva l’istruzione delle classi più agiate, “abbandonando” all’analfabetismo gran parte del paese.

Sulla base dell’esperienza di Don Lorenzo Milani, molte altre scuole popolari sono nate negli anni successivi. Fu il primo che adottò il motto “I care”, in seguito adottato da numerose organizzazioni religiose e politiche.

Don Milani morì il 26 giugno 1967 a causa di un linfogranuloma, ma anche durante la malattia volle stare vicino ai suoi ragazzi.